Nel Medioevo, Manerba e la Valtenesi erano al centro di un crocevia di vie di comunicazione terrestri e lacustri, che rendevano il territorio estremamente vantaggioso in tempi di pace, ma anche vulnerabile in epoca di guerra. Proprio per questo motivo, i castelli medievali sorsero lungo il lago, come punti di difesa e rifugio per le popolazioni locali. La torre del castello di Manerba, uno degli edifici più rappresentativi, segna il cuore della nostra città e collega simbolicamente le torri di tutti i comuni della Valtenesi, creando un percorso di protezione che univa le forze di difesa.
Il castello di Manerba, in particolare, fu edificato nel XII/XIII secolo, sopra un’antica fortificazione altomedievale e su un insediamento risalente al Neolitico. La sua posizione privilegiata sulla Rocca di Manerba, un’imponente formazione rocciosa che domina il lago, lo rendeva un baluardo di difesa durante i conflitti tra Guelfi e Ghibellini. Nel XVI secolo, divenne rifugio per banditi e fuorilegge, tanto che la Serenissima Repubblica di Venezia fu costretta a distruggere le sue mura nel 1576 per evitare che divenisse una base di resistenza.
Nel XIII secolo, Manerba si integrò nel più ampio contesto della Comunità di Riviera, che comprendeva i comuni della zona, tra cui Salò e Limone. La capitale di questa comunità fu, inizialmente, Maderno, per poi spostarsi a Salò, città che divenne il centro politico e amministrativo della Riviera. Durante il periodo di dominazione veneta, che iniziò nel 1426, la città di Salò rappresentò un punto cruciale per l’amministrazione della zona, mentre Manerba continuava a mantenere una propria identità amministrativa all’interno del sistema veneto.
Nel periodo della dominazione veneta, il controllo amministrativo e giuridico su Manerba e sulla Valtenesi non fu sempre ben accolto dalla popolazione locale. Dopo la costituzione della Quadra della Valtenesi, infatti, la città di Brescia continuò a esercitare un controllo giuridico sul territorio, con una gestione delle cause civili che non sempre era ben vista dalla popolazione.
Nel 1490, vennero redatti gli Statuti Comunali di Manerba, che regolavano in modo dettagliato la vita della comunità, stabilendo norme per l’amministrazione, la sicurezza, il fisco e le feste religiose. Questi statuti, custoditi nell’Archivio Statale di Brescia, sono oggi una testimonianza preziosa di come la comunità di Manerba si organizzava nel passaggio dal Medioevo all’Età Moderna.
La dominazione veneta ha lasciato segni profondi nel costume, nella legislazione e nell’organizzazione territoriale di Manerba e dell’intera Riviera. Le vicende di questo affascinante periodo sono conservate nell’Archivio della Magnifica Patria, custodito nel comune di Salò, e studiato da una qualificata equipe di ricercatori che da anni si occupa di valorizzare e approfondire questa parte importante della nostra storia.
