La Croce di Manerba

Un’antica rupe, un lupo invincibile, tre eroi… e una croce che cambiò il destino.

C’era una volta, sulla rupe vertiginosa di Manerba, un antro nascosto che dominava il lago. Ma nessuno osava avvicinarsi: un lupo feroce, possente e spietato, ne faceva la sua tana, terrorizzando chiunque osasse sfidarlo. Cacciatori, viandanti e curiosi… tutti fallirono. Nessuno riusciva a scacciarlo. Disperati, i signori delle comunità gardesane decisero di mettere una ricompensa sulla testa della bestia. Arrivarono giovani da ogni dove, ma solo tre furono scelti: uno da Moniga, uno dalla Raffa e uno dalla Pieve Vecchia.

Partirono in silenzio, ognuno deciso a domare il lupo secondo la propria strategia. Il primo tentò di attirarlo con un’esca viva… ma il lupo lo scoprì e lo gettò giù dalla rupe. Il secondo preparò una gigantesca rete… ma ebbe la stessa tragica fine. Solo il giovane della Pieve ebbe l’intuizione giusta.

Nascosto tra i cespugli, imitò l’ululato del lupo. La belva, ingannata, uscì dall’antro. Proprio in quell’istante, il giovane balzò in piedi e gli levò contro una croce, pronunciando parole di fede e coraggio. Il lupo, spaventato da quel simbolo, indietreggiò… fino a precipitare nel vuoto.

Da allora, si racconta che nel lago, al largo di Manerba, si possano ancora vedere due scogli: uno per ciascuno dei giovani caduti. Il terzo, invece, fu accolto come un eroe e festeggiato dal popolo. E da quel giorno, sulla rupe, fu piantata una croce a guardia dell’antro, a memoria dell’impresa e della forza della fede.

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